domenica 29 dicembre 2013

Happyness is a warm gun (KA-BOOM)

E così è successo. E' successo.

C'è stata un'escalation pazzesca, una sorta di corteggiamento lampo.

E poi "togliamoci subito questa para"

E poi KA-BOOM!

Ed è stato oltre ogni più rosea aspettativa.

Hai risvegliato il demone cara amica/sorella. Tu non lo sai ma hai risvegliato il demone.
Sentivo e sento il vigore che credevo perso una vita fa. Ma che dico, due vite fa!

Shiva ha danzato come non mai oggi, in questa domenica pomeriggio di fine anno.
Un anno dove tutto sembrava dovesse sempre e comunque andare nel verso peggiore.
Shiva ha danzato sotto le tue mani, sotto le tue unghie. Muscoli guizzanti, sudore, passione all'ennesima potenza. Siamo vivi, cazzo siamo vivi!

Grazie cara amica/sorella. Grazie di cuore. Non sai il bene che mi hai fatto.

venerdì 27 dicembre 2013

Involucro.

Ti vedo.
Ti vedo camminare senza di me, ma piena di me. Circondata da me e dalla mia vita.
Muovi passi leggeri, forse sgraziati come è nella tua natura. Muovi passi in punta di piedi e fai come se niente fosse mentre ti cibi di tutto ciò che hai avuto stando con me. Di tutto ciò che hai avuto e hai deciso di tenere.
Io sono una buccia di banana, una scatola di spaghetti, la mutanda delle sigarette. Sono stato aperto, svuotato e poi gettato nello sporco. Ma senza di me non saresti dove sei ora. E lo posso dire senza supponenza alcuna. I fatti sono alla luce del sole, lì da ammirare.
Forse il giusto sentimento che dovrei provare nei tuoi confronti è proprio l'opposto dell'affetto (l'amore, come tu volevi, è svanito).
Dopo tutto ciò che ti sei presa mi hai abbandonato in fretta, senza remore, senza offrirmi nemmeno una mano e con la bocca piena di tutto ciò che ti ho dato.
Spero tu non faccia indigestione.


mercoledì 25 dicembre 2013

Inquinato.

Sono inquinato. Sono inquinato dentro. Inquinato dal dolore, dal vuoto, dalla lontananza.
Sua? Non esattamente. Lei è andata, è andata da un po' ormai.
La persona che amavo non esiste più.
Il vuoto è la mancanza di amore in generale in questo momento.

Sì perchè lei in fondo inizia anche a starmi sul cazzo se vogliamo.

Perchè mai nessuna si era permessa di entrare così prepotentemente nella mia vita,  per poi renderla un casino mollandomi, ma tenendosi i miei amici migliori.
Si è presa il meglio di me, ha costruito la sua vita appoggiandosi a me.
Appena ha avuto delle ali degne di farle fare qualche metro senza toccare terra se n'è andata senza troppi complimenti e senza un briciolo di dolcezza nei confronti di chi l'ha amata senza freni e l'ha accompagnata fino a dove è arrivata.
Se n'è andata portandosi dietro diverse amicizie mie a cui poggiarsi nell'attesa che quelle alette da pollo diventino qualcosa di più (spero per lei).
Questo è un colpo basso, o no? Un colpo basso.

E ora sono inquinato, le bonifiche arriveranno prima o poi, ma nel frattempo sono costretto a mangiare merda per campare. Non che non ci sia abituato, intendiamoci.
Ma c'è merda e merda.

E io sono stufo di questa situazione, dove non posso nemmeno essere me stesso fino in fondo e fare uscire il demone che è in me, nel bene e nel male. Ma in questo caso sarebbe soprattutto male.
Hai mai visto un demone inquinato? No? Meglio per te.

sabato 21 dicembre 2013

Endless trudge

Sto esaurendo le forze. So di essere uno dalle mille risorse, ma sto giro sto davvero esaurendo le forze. Sono al limite. E presto lo supererò. E chissà cosa succederà allora.
Sono stanco. Stanco di essere bravo e regolare con tutti, anche con chi se ne frega di me. Stanco di ricevere complimenti per come reagisco bene alle asperità della vita. Stanco di avere emozioni tristi. Stanco di dover agire solo in funzione di me stesso. Stanco di donne che prima ti ammaliano e poi cambiano idea. Stanco di essere una persona limpida e trasparente. Stanco di dare, dare, dare e ricevere poco. Stanco di dover chiedere aiuto. Stanco di essere quello che suona da dio e canta da dio, ma fa il magazziniere in mezzo a gentaglia. Stanco. Tanto stanco. La vita è sfiancante. La vita di merda ancor di più.
E tornano in voga vecchi pensieri, vecchie elucubrazioni. Vecchie canzoni. È da quando ho 16 anni che ciclicamente penso alla mia dipartita. A come sarebbe. Ai discorsi che farebbe la gente. A ciò che di buono lascerei. Alle facce che ci sarebbero al funerale. Pensieri che ciclicamente tornando nella hit parade della mia testa, e ogni volta suscitano immagini diverse. Chissà quanto terrò duro e quanti cicli sarò ancora in grado di sopportare.
Sto davvero esaurendo le forze.
Odio la mia sensibilità.

venerdì 13 dicembre 2013

Step by step

Ci sono tante, troppe variabili nella mia vita. Ieri sera ho potuto godere della visione di una delle mie serie preferite con un'amica speciale. Una di quelle che in fondo ti piace un sacco. C'è questa serie di motociclisti che appassiona entrambi. Lei è una grande, la stimo e la ammiro. Cantava con una band della madonna quando io muovevo i primi passi seri dietro le pelli. E insomma ci si trova sul divano together. Senza alcun contatto, se non il fondo del divano che freme coi suoi piedi. Piacevolissimo. Tutto questo dopo una giornata pesante. Molto pesante. La nebbia mi piace, ma quando lavoro è un casino.

Oggi sempre nebbia. A manetta, peggio di ieri. Finito il turno di schiavitù torno a casa, programmo due telecomandi alla vicina (non Pam, ma Isa. Entrambe fighe, entrambe lesbo mannaggia), mi tiro insieme e vado alle prove senza cena. Un'ora striminzita di prove, un pezzo nuovo di pacca stupendo. Questa band vale un casino, ancora non capisco perchè il loro battero li ha mollati.

Finite le prove resto solo. La luce nell'ufficio del mio amico (che ha dato lavoro alla mia ex quando ancora non era ex) è accesa. Gli mando un sms per dirgli che sono lì. Nel frattempo vado a bere qualcosa al bar aperto li nel medesimo cortile. Lui non risponde. Ho tempo di finire il mio drink. OK, vado a salutarlo prima di andare a casa. Busso alla porta. E la socchiudo.

C'è lei. E' lì con uno che non si fa vedere. Un suo collega, che non si fa vedere. E io non posso sapere che c'è lì un'altra persona. Perchè è nascosta da una paratia. E rimane nascosta.
Anyway me ne vado. Alla svelta. Non voglio romperle le palle. Mi dice che sta lavorando. E' senza scarpe ed ha i calzini appaiati. E' davvero cresciuta. Comunque me ne vado alla chetichella. Non scordiamo che le dà fastidio il mio odore.

Ma nel tornare a casa tagliando la nebbia col coltello io mi preoccupo per lei, perchè in fondo sono un coglione no? E la chiamo. "Sai come tornare a casa? Sono le 23 passate..." "Sì sono qui con il profe.". Il suo collega appunto.

Beh vederla senza preavviso mi ha come al solito tritato l'anima, ma tant'è. Ormai ho fatto l'abitudine. Ho un macinato al posto dell'anima.

Lei, sempre in punta di piedi.
L'avevo quasi messa da parte.
E invece il voler vedere il mio caro amico...
Che vita allucinante... Ma ce la farò. Oh cazzo se ce la farò!


P.S. - stasera è S. Lucia. Stasera sono due mesi.

lunedì 9 dicembre 2013

In my life

E così se n'è andato il primo concerto con quel gruppo di cui in fondo faceva parte anche lei. Un concerto partito molto male per l'indisponibilità e la ristrettezza dei gestori, ma che ha fatto come sempre spellare le mani ai convenuti. Non ce n'è. Pur tra mille menate come facciamo i Beatles noi, nessuno. E non c'è un cazzo da ridere.

Insomma, concerto propedeutico quasi. Si rinsaldano rapporti tra amici, ci si libera di fardelli enormi per qualche ora... Tutte quelle cose per cui ho capito che suonare mi dava più delle arti marziali qualche mese prima di dare l'esame (poi mai dato) per la tanto agognata cintura nera.

Poi si finisce in questa atmosfera irreale, dove i gestori del locale sono freddi e distanti e ti fanno pagare anche l'euro per il caffè. Robe da matti. Ma fosse quello...

Nell'universo che contiene la mia sgangherata ma grintosa auto, carica e scarica, trovo quel quaderno. Quello con un disegno meraviglioso, e quella poesia ancor più meravigliosa.
E lì rischio davvero il tracollo. Quello che avrò quando la saprò/vedrò con un altro. Beh no, non così tracollo. Quello sarà di certo una batosta che ora come ora non ho la forza nemmeno di immaginare. Lo affronterò quando sarà il momento.

Io, che sono troppo corretto, sono stato talmente scemo da scriverle che quel quaderno ce l'avevo io. E se potevo tenerlo. Non ero preparato alla sua glacialità, a quella risposta "certo". Punto, fine.

Quanto stride questa risposta svelta e disinteressata con le parole ritrovate tra quelle pagine. E quel disegno.

Saziati di me
non aspetto altro, ancora, ancora
bello, folle...

circolare, intrecciato
contorto, immenso, indomabile
scattante uomo

e dai dai dimmi
senza suono il brivido esplosivo
che puoi donare...

se mai ora ti sfugge
l'essere che con te
si fonde...

viani qua dai, dai, dai
vieni ora
dai, dai fatti prendere.
Porta l'infamata follia,
se mai pensi a me,
dillo! Fallo assaporare pure a me!

Spero, sogno, immagino,  assaggio
il tuo sapore odore
libera___mente con tutti i sensi
dai, dai
riassaporami!

Dai, dai ancora, ancora
riprendimi ancora, dai, dai
stringimi!

lunedì 2 dicembre 2013

Idee balzane

Era quest'estate. In ferie nel magnifico golfo di Baratti, vista l'inattività sua da ogni punto di vista propongo una gita all'acquario di Livorno.
Ma non in auto. Abbiamo preso il treno da Populonia Stazione, la stazione più piccola di cui io abbia mai usufruito. Fa parte di una linea ferroviaria che viene usata perlopiù dalle acciaierie di Piombino per portare carichi a e da Livorno.

L'acquario. L'acquario è bellissimo. L'ultima volta che ero stato in un acquario ero a Brighton e avevo 14 anni. E devo dire che l'acquario di Brighton è una chiavica paragonato a quello di Livorno.

Lei era riluttante ad andare. Un po' per il suo spirito animalista, un po' perchè era lì con uno che non amava più, ma ancora forse non l'aveva capito. Però una volta dentro il fascino delle biodiversità marine ha preso il sopravvento anche su di lei, che ha passato ore a fotografare pesci di ogni sorta, squali, una tartaruga caretta caretta enorme.

Adoro gli acquari. Sarà che sono cancro ascendente cancro. Insomma, l'acqua è un po' il mio habitat ideale.

E insomma ora ho deciso che voglio andare a quello di Genova, che è molto molto più grande di quello di Livorno. Ho voglia di cambiare aria, anche se per un solo weekend.
Però da solo... Da solo mi deprimo. Non so, ho passato anni a girare da solo, andare in ferie da solo... Il mio trentesimo compleanno l'ho passato da solo in un locale sulla spiaggia a Marina di Ravenna, bevendo con una barista molto carina che aveva compiuto gli anni (6 in meno però) il giorno prima di me. Non ho mai avuto problemi a girare da solo, anzi. Ma ora non me la sento. Voglio compagnia.

E poi in treno c'è il 2x1. In due si paga solo un biglietto. E l'acquario è convenzionato con le ferrovie, si paga un solo biglietto in due anche lì se ci si presenta coi biglietti del treno.
Non bastasse ho trovato su groupon un hotel 4 stelle che con 99 euro ti dà una camera doppia e compresi nel prezzo ci sono colazione e indovina un po', due biglietti non solo per l'acquario, ma per tutto il parco nel quale è inserito l'acquario. Insomma mi sarei già organizzato tutto il weekend ipotetico. Manca solo la persona che mi accompagni.

Voglio andare in quel fottuto acquario. 

sabato 30 novembre 2013

Cobra night

Le prove di ieri? Fantastiche. Siamo praticamente pronti per registrare l'EP. Dovrei essere contento, ma in realtà non me ne frega un cazzo. Ed è brutto, specialmente nei confronti dei miei compagni di suonata.

Quindi esco dalle prove e vado al concerto nel mio locale preferito. E nel tragitto, col riscaldamento a canna in auto e i Rammstein altrettanto a canna, sempre in auto, decido che "stasera mi devasto". Effettivamente ho due soldi in tasca, si può fare.

Per i profani e per chi non mi conosce vi spiego il mio cocktail preferito, premettendo che non sono un tipo da cocktail. Si chiama Cobra ed è molto semplice. Ghiaccio, Cola e Braulio. I pro lo preparano con il pestato di lime. Quelli ancora più pro con il pestato di lime e menta.

Ebbene nel vortice in cui sto vivendo appena smetto di lavorare/suonare e quindi inizio a pensare, mi arriva quest'impulso di autodistruzione che se prende il sopravvento è difficile da controllare.

Ieri ho bevuto una decina di cobra. Ho ballato dieci minuti. Ho capito che sto giro l'impulso di autodistruzione ha perso. Nel senso che non ero affatto ubriaco nonostante mi fossi praticamente scolato una bottiglia di Braulio da solo (e una cassetta di cocacola, ma quella non conta).

Dopo un po', nonostante la mia riluttanza, vengo di peso messo in un'auto diretta al putrido, e poi al Lio, con due amici e una ragazza carina che m tiene a braccetto.  Al Lio no. Folla, troppi volti conosciuti, tutti sballati che ti chiedono come stai. La ragazza è carina, ma non basta. Io non sono per niente ubriaco, inizio a pensare che mi abbiano servito del Braulio analcolico, ma non credo esista per fortuna.

Dopo il putrido i ragazzi sono stati così gentili da riportarmi al locale, dove avevo la mia auto, che ho acceso e portato a casa. Lì ho sfamato i gatti e mi sono messo a letto, assieme a loro e al mio senso di sconfitta. Non riesco più nemmeno a prendere una sbronza come si deve.

mercoledì 27 novembre 2013

A mali estremi

Andare a fare l'operaio su una piattaforma petrolifera in Groenlandia per un anno.
Turni da dieci ore al giorno.
Due giorni di riposo al mese (dove sei comunque nella piattaforma in mezzo al mare gelido).
Circa seimila (6000!) euro netti al mese.

C'è da farsi il culo certo.
Come se da circa dieci anni a questa parte, quando i miei lavori a tempo determinato dietro le scrivanie sono stati soppiantati da un lavoro manuale e spacca schiena, non mi stia smazzando giornate devastanti.
So come si fa. Credo ce la farei.

E lì in mezzo al nulla non rischierei di incontrare nessuno. Con nessuno. I pensieri prima o poi se ne andrebbero, scacciati dalla fatica.

Avrei un sacco di tempo per pensare.

Non suonerei per un anno. Questo potrebbe essere un problema, ma anche no.

E tornerei con un discreto gruzzolo, potrei estinguere il mutuo.

Dormiamoci su.

Altalene

Chissà quanto durerà questo ciclo di alti (oddìo alti... Altini... Alticci, meglio) e bassi da Fossa delle Marianne.
Oggi sono stato nella Fossa per quasi la totalità della giornata. Avrei preferito la fessa alla Fossa, ma quella quasi non ricordo nemmeno com'è fatta. E poi mica è facile. Non perchè manchino le occasioni, per quello anzi (un musicista che non è proprio un cesso ha sempre qualche carta in più nel mazzo, è un dato di fatto). E' che dopo sei anni il pensiero di andare con un'altra... Sarebbe strano...

Ho perso la grinta, la dolcezza, l'entusiasmo... Se si potessero traslare le emozioni in frequenze il mio ipotetico equalizzatore avrebbe tutti i potenziometri abbassati. Sto suonando senza passione, sto suonando benissimo, ma sono freddo, faccio il compitino. Alle prove, chiaro; sul palco cambia tutto.

Non la sentirò più.
E' così assurdo, pazzesco... Dal giorno alla notte il sogno, per cui hai sofferto e che credevi di aver trovato dopo anni, ti sfugge dalle mani mentre lo stavi ancora costruendo... 
Ed è pazzesco il cambio di registro comportamentale.
Il giorno prima bacini e amore, il giorno dopo è tutto morto, finito, diventi una sorta di fastidio.
Ecco forse è proprio questo. Nessuna mai mi ha chiesto di sparire, se non quando la lasciavo io. 

Eh sì bravo. Ora che hai elucubrato così bene stai meglio immagino...
Giornata no.

domenica 24 novembre 2013

Sto ammazzando l'amore.

Perchè dopotutto non serve più, obsolescenza che porta a mali psicosomatici misteriosi, cipiglio, espressioni colorite e volgari di un ubriaco cattivo, ricerca spasmodica del bianco che porta sistematicamente al nero, congiunzioni astrali annichilenti, scudo incrinato e inutilizzabile, lama spezzata, fango sul cuore, pensieri beceri e sfiancanti, violenza latente, divagazioni inesorabilmente avviate ad un binario morto, morto il respiro lieve della dolcezza, sto ammazzando l'amore. Tu me l'hai chiesto. Ed io per amore lo farò.
E poi è una questione di sopravvivenza.

giovedì 21 novembre 2013

Breathe

Io ho vissuto veramente il non respirare- Essere seguito, quando non anticipato. Ma fisicamente, non con sporadiche email o sms. Tipo vai nel tuo locale (dopo svariati tentativi di vessazione al telefono) e te la trovi lì. Ho cambiato molti posti per questo motivo. Compagnie e tutto il resto.
Era davvero brutto. Vivevo nell'angoscia: sapendo di star facendo soffrire una persona, ma pagando più del dovuto questa cosa per via dei suoi patetici comportamenti. Cosa che per mesi mi ha logorato e ha rischiato di logorare anche la mia storia successiva. Ho fatto un bel tira e molla all'inizio per colpa di queste mie pare, è uno dei miei crucci. La storia è partita male all'inizio, forse non poteva finire altrimenti, per bella che sia stata nel durante. Chissà.

Attese.

Chissà cosa ti fa provare l'essere così fredda nei miei confronti. Non posso credere che non senti nulla quando decidi di agire in una certa maniera invece che in un'altra.
A volte penso tu non sia sincera. Ma non voglio crederlo. Beh non sarebbe una novità, è meglio che questo lo tenga bene a mente. Perchè l'amore ottenebra, l'amore ha la memoria corta, cortissima. Il perdono che si dona quando si ama sul serio, quando si ama follemente, porta a delle clamorose amnesie, per non dire cantonate. Me lo ripeto da una vita, ma non l'ho mai, mai imparato.
E tu chissà cosa provi.
E c'è quel mio caro amico. Che dopo una serata chiarificatrice finita bene, anzi benissimo, non ho più sentito se non quando lo chiamo io.
Lo stesso amico che involontariamente ti ha portato via da me, ti ha dato modo di crescere, e ora ti vede tutti i giorni. Lo stesso amico a cui hai dato un quadro molto più bello del mio, dove hai messo molta più passione, non mi intorti. Lo stesso amico che ora gode anche del mio quadro preferito nell'ufficio. Quel quadro che ti ha portato nell'ultima chiacchierata ad una caduta di stile, una di quelle per cui in fondo ti amo; quando alle mie parole mi hai proposto uno "scambio" con uno di quelli che mi hai regalato. 
Ed io vedevo che stava succedendo, ma non lo volevo capire. O forse speravo di essere inutilmente apprensivo, come mi capita sovente. Non so più che pensare.
Capisco solo i miei sentimenti, e stando alle tue parole capisco anche i tuoi. Ma nelle tue parole la freddezza non era contemplata.
Chissà cosa provi.

lunedì 18 novembre 2013

Sei nelle più alte fratello.

E così ti ritrovi più vecchio. E ti ritrovi a dover ricominciare tutto daccapo.
Molti mi avevano messo in guardia. Ma tu sei un sognatore. E la amavi. E la ami.
Ma che pensieri inutili. Invece di tirarti su le maniche e...
Ah, ma certo. In fondo è solo la seconda volta che ti succede. E l'ultima volta (che era anche la prima) avevi 23 anni.
In fondo vorresti riconquistarla, ma chissà. Forse non sarebbe la cosa giusta nei suoi confronti. Le romperesti le palle e risulteresti patetico. Come l'ultima volta (che era anche la prima e avevi 23 anni) che hai mandato una rosa al giorno per dei mesi alla tipa. Per te erano gocce di sangue (anche a livello di soldi) che stavi perdendo. E la fioraia sessantenne che in modo dolce/imbarazzato e contro il suo interesse ti diceva di lasciar perdere, che era inutile.
Vorresti lasciarle una rosa e dei truffini sulla porta del suo ufficio. Ecco, non tutti i giorni, chiaro. Solo una volta o due.


Anche se ti ha ammazzato.