Oggi sempre nebbia. A manetta, peggio di ieri. Finito il turno di schiavitù torno a casa, programmo due telecomandi alla vicina (non Pam, ma Isa. Entrambe fighe, entrambe lesbo mannaggia), mi tiro insieme e vado alle prove senza cena. Un'ora striminzita di prove, un pezzo nuovo di pacca stupendo. Questa band vale un casino, ancora non capisco perchè il loro battero li ha mollati.
Finite le prove resto solo. La luce nell'ufficio del mio amico (che ha dato lavoro alla mia ex quando ancora non era ex) è accesa. Gli mando un sms per dirgli che sono lì. Nel frattempo vado a bere qualcosa al bar aperto li nel medesimo cortile. Lui non risponde. Ho tempo di finire il mio drink. OK, vado a salutarlo prima di andare a casa. Busso alla porta. E la socchiudo.
C'è lei. E' lì con uno che non si fa vedere. Un suo collega, che non si fa vedere. E io non posso sapere che c'è lì un'altra persona. Perchè è nascosta da una paratia. E rimane nascosta.
Anyway me ne vado. Alla svelta. Non voglio romperle le palle. Mi dice che sta lavorando. E' senza scarpe ed ha i calzini appaiati. E' davvero cresciuta. Comunque me ne vado alla chetichella. Non scordiamo che le dà fastidio il mio odore.
Ma nel tornare a casa tagliando la nebbia col coltello io mi preoccupo per lei, perchè in fondo sono un coglione no? E la chiamo. "Sai come tornare a casa? Sono le 23 passate..." "Sì sono qui con il profe.". Il suo collega appunto.
Beh vederla senza preavviso mi ha come al solito tritato l'anima, ma tant'è. Ormai ho fatto l'abitudine. Ho un macinato al posto dell'anima.
Lei, sempre in punta di piedi.
L'avevo quasi messa da parte.
E invece il voler vedere il mio caro amico...
Che vita allucinante... Ma ce la farò. Oh cazzo se ce la farò!
P.S. - stasera è S. Lucia. Stasera sono due mesi.
Nessun commento:
Posta un commento